Il Tribunale di Vicenza con la sentenza n. 497 del 02.10.2025 ha riconosciuto il diritto all’indennizzo INAIL per una malattia professionale di natura psichica causata da un ambiente di lavoro ostile. Questa pronuncia – resa a favore di un ns. assistito – rappresenta un importante precedente per tutti i lavoratori che subiscono vessazioni e stress sul posto di lavoro, confermando che anche i disturbi psichici possono essere indennizzati come tecnopatia.
Il caso
Un operaio metalmeccanico, dipendente dal 2006 e trasferito nel 2016 al reparto magazzino-spedizioni, ha sviluppato un grave disturbo psichico a causa del comportamento vessatorio dei colleghi. Il lavoratore veniva quotidianamente deriso con soprannomi offensivi legati ad una sua invalidità e all’uso di dispositivi di protezione individuale.
I colleghi gli toglievano le protezioni auricolari e gli fischiavano prepotentemente nelle orecchie, sfruttando la sua disabilità uditiva. Il clima di lavoro era caratterizzato da episodi di conflittualità, minacce e un ambiente di “pesante bullismo” lavorativo.
Il nesso causale tra Lavoro e Malattia
Il Tribunale ha accolto la domanda riconoscendo il nesso causale tra l’attività lavorativa e la patologia psichica (disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso). La sentenza si fonda su consolidata giurisprudenza della Cassazione che riconosce l’indennizzabilità delle malattie professionali psichiche non tabellate derivanti da stress lavorativo. Il Tribunale ha chiarito che sono tutelate dall’INAIL tutte le patologie, fisiche o psichiche, la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro. Non rileva solo il rischio specifico della lavorazione, ma anche il cosiddetto “rischio specifico improprio”, collegato all’organizzazione del lavoro e alle modalità della sua esplicazione. Il lavoro coinvolge la persona in tutte le sue dimensioni, esponendola a rischi per la sfera fisica e psichica.
Tutela per i Lavoratori
Questa pronuncia conferma che i disturbi psichici causati da mobbing orizzontale, conflittualità tra colleghi e ambienti lavorativi ostili rientrano nella tutela assicurativa INAIL. Non è necessario dimostrare condotte datoriali dirette (c.d. intento persecutorio), essendo sufficiente provare che l’ambiente di lavoro ha determinato l’insorgenza della patologia. Il riconoscimento della malattia professionale psichica richiede la dimostrazione del nesso causale tra le condotte vessatorie e il disturbo diagnosticato, attraverso documentazione medica e prove testimoniali.
Se subisci comportamenti vessatori sul lavoro che provocano stress, ansia o disturbi psichici, è fondamentale agire tempestivamente. Documenta ogni episodio annotando date, testimoni presenti e circostanze specifiche. Rivolgiti immediatamente al medico di base o a uno specialista psichiatra per certificare i sintomi.
Presenta denuncia di malattia professionale all’INAIL. In caso di rigetto da parte dell’INAIL, hai diritto a impugnare la decisione con ricorso giudiziale entro termini precisi previsti dalla legge.
Conserva tutta la documentazione sanitaria, le comunicazioni aziendali e qualsiasi elemento probatorio utile a dimostrare il nesso tra l’ambiente lavorativo e il disturbo psichico.
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Avv. Fabio Caretta – Avvocato del Lavoro